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Come allenare l’intelligenza emotiva

Come allenare l’intelligenza emotiva

Il primo passo da compiere per allenare l’Intelligenza Emotiva è diventare consapevoli del livello attuale di IE del Leader (se il programma di training è individuale) e della sua azienda (se il training coinvolge l’intera organizzazione o una sua parte).

Infatti, se non c’è consapevolezza non ci può essere miglioramento. E questo un Leader Umano 4.0 lo sa perfettamente.

Allo stato attuale, lo strumento di autoconsapevolezza più accreditato sull’Intelligenza Emotiva è senza dubbio il SEI Assessment di Six Seconds®. Che fornisce, tra gli altri, un report dettagliato focalizzato proprio sulla Leadership. E propone una serie di esercizi pratici per allenare da subito le proprie competenze di IE.

Infatti, il modo migliore per sviluppare l’Intelligenza Emotiva per la Leadership è.. praticarla!

Ai Leader che scelgono di praticare l’Intelligenza Emotiva, saranno utili:

  • Capacità di mettersi in discussione, cambiare punto di vista e paradigma.
  • Formazione, per l’acquisizione delle conoscenze e delle dinamiche che stanno dietro alle emozioni, ai pattern di comportamento, alle decisioni e alle azioni.
  • Coaching, per l’esplorazione delle abitudini, delle convinzioni, della motivazione, dell’atteggiamento e degli obiettivi.

business case relativi ai programmi di training per l’allenamento dell’intelligenza emotiva ai fini della leadership ci restituiscono risultati impressionanti. Con significativi miglioramenti delle performance di leadership fino al 73% dei soggetti coinvolti.

Le emozioni, così a lungo rinnegate e tagliate fuori dai processi decisionali, vengono ora riabilitate, dalle neuroscienze e dalla nuova cultura manageriale, come la chiave del successo personale e professionale e del clima aziendale positivo e proattivo. Il Leader del domani, che prende decisioni efficaci, ottiene performance eccellenti e guida gli altri a esprimere appieno il proprio potenziale. E’, senza ombra di dubbio, un Leader Emotivamente Intelligente.

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Come allenare l’intelligenza emotiva

Come può essere utile il Coaching?

Il coaching cosa rappresenta, da dove nasce?

Il termine inglese coach risale al 1400 ed era inteso come mezzo di trasporto, la carrozza trainata da cavalli. Ma le sue origini sono ben più antiche.

Socrate e Platone sono da considerarsi come i primi coach. Il primo diffuse come insegnamento fondamentale il famoso detto dell’Oracolo di Delfi “Conosci te stesso”: coltivare la propria capacità di orientarsi nel mondo attraverso la consapevolezza di sè e di quanto ci circonda.

E Socrate poneva solo domande ai suoi interlocutori, non si permetteva di fornire risposte. Lasciando loro la possibilità di trovare la propria verità.

Platone, nel Teeteto, riporta l’insegnamento del suo maestro. Secondo cui il compito del filosofo non è quello di insegnare ma quello di applicare l’arte della Maieutica, l’arte dell’ostetricia. Cioè partire dalla propria verità che ognuno possiede.

Al giorno d’oggi siamo emotivamente analfabeti. Non riconosciamo le nostre emozioni, non ci permettiamo di viverle, soprattutto quelle negative. Purtroppo tutto questo crea blocchi e da qui alla malattia il passo è breve.

Tutto ciò accade non solo in rapporto a sè stessi, ma anche in relazione all’altro. Ci sono tipologie di persone che ciclicamente incontriamo e innescano sempre le stesse reazioni emotive, senza saperne il perchè, senza sapere che sono legate ad emozioni del passato. In realtà non è nel passato che dobbiamo stare ma nell’oggi e nel futuro, vedere oggi come vogliamo essere nel futuro. Proprio per questo è fondamentale prestare attenzione al proprio sentire, al proprio corpo e ai segnali che quest’ultimo ci invia.

Molte volte, ad esempio, conviviamo con un fastidioso mal di stomaco, prendiamo medicine. Ma poche volte ci soffermiamo a chiederci come mai, cosa non abbiamo digerito, non solo in senso fisico di cibo, ma anche di situazioni, cosa avrei potuto fare diversamente, cosa me lo ha impedito..


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