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Come ottenere più Consapevolezza ed Attenzione con la Mindfulness

Come ottenere più Consapevolezza ed Attenzione con la Mindfulness

Mindfulness significa “consapevolezza ed attenzione”. Quindi altro non è che l’atto di mantenere l’attenzione focalizzata sull’esperienza del presente. Ed ogni volta che ci si distrae riportarla al momento presente.

Facile a dirsi ma un pò meno a farsi. Hai mai pensato a quante volte il nostro pensiero vaga e si dipana in mille altri pensieri?

Fu proprio per questa incapacità di concentrarsi che negli anni ’70 il dottor John Kabat – Zinn iniziò ad utilizzare questo modello utilizzandolo all’interno di sedute e protocolli medici di supporto per alcuni pazienti.

Lo scopo della metodologia elaborata da Kabat-Zinn offre un aiuto di fronte a situazioni stressanti, dolorose e patologiche attraverso la consapevolezza del momento attuale.

In tutto questo ampio spazio venne dedicata non solo alla situazione individuale ma al reale stato di emergenza ambientale in cui vive il nostro pianeta. E questo rende la Mindfulness assolutamente in linea con gli ultimi accadimenti planetari ed ambientali.

Nel suo primo libro “Vivere momento per momento” il dottor Kabat-Zinn forniva istruzioni dettagliate per la pratica. Ma fu grazie al libro “Dovunque tu vada ci sei già” che fu poi universalmente riconosciuta la sua intuizione. E da allora oltre venti milioni di persone in tutto il mondo si sono avvicinate alla Mindfulness e hanno reso questa pratica sempre più conosciuta.

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Come ottenere più Consapevolezza ed Attenzione con la Mindfulness

Come può essere utile il Coaching?

Il coaching cosa rappresenta, da dove nasce?

Il termine inglese coach risale al 1400 ed era inteso come mezzo di trasporto, la carrozza trainata da cavalli. Ma le sue origini sono ben più antiche.

Socrate e Platone sono da considerarsi come i primi coach. Il primo diffuse come insegnamento fondamentale il famoso detto dell’Oracolo di Delfi “Conosci te stesso”: coltivare la propria capacità di orientarsi nel mondo attraverso la consapevolezza di sè e di quanto ci circonda.

E Socrate poneva solo domande ai suoi interlocutori, non si permetteva di fornire risposte. Lasciando loro la possibilità di trovare la propria verità.

Platone, nel Teeteto, riporta l’insegnamento del suo maestro. Secondo cui il compito del filosofo non è quello di insegnare ma quello di applicare l’arte della Maieutica, l’arte dell’ostetricia. Cioè partire dalla propria verità che ognuno possiede.

Al giorno d’oggi siamo emotivamente analfabeti. Non riconosciamo le nostre emozioni, non ci permettiamo di viverle, soprattutto quelle negative. Purtroppo tutto questo crea blocchi e da qui alla malattia il passo è breve.

Tutto ciò accade non solo in rapporto a sè stessi, ma anche in relazione all’altro. Ci sono tipologie di persone che ciclicamente incontriamo e innescano sempre le stesse reazioni emotive, senza saperne il perchè, senza sapere che sono legate ad emozioni del passato. In realtà non è nel passato che dobbiamo stare ma nell’oggi e nel futuro, vedere oggi come vogliamo essere nel futuro. Proprio per questo è fondamentale prestare attenzione al proprio sentire, al proprio corpo e ai segnali che quest’ultimo ci invia.

Molte volte, ad esempio, conviviamo con un fastidioso mal di stomaco, prendiamo medicine. Ma poche volte ci soffermiamo a chiederci come mai, cosa non abbiamo digerito, non solo in senso fisico di cibo, ma anche di situazioni, cosa avrei potuto fare diversamente, cosa me lo ha impedito..


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