Come gestire lo stress ai tempi del Coronavirus | Anita Alberti Coaching Ferrara Mantova Padova Modena Bologna Reggio Emilia

Come gestire lo stress ai tempi del Coronavirus

Come gestire lo stress ai tempi del Coronavirus |Anita Alberti Coaching

In questo periodo di emergenza per la pandemia di coronavirus che stiamo vivendo, mi sembra utile ed opportuno offrire qualche consiglio pratico per la gestione dello stress.

Pongo a disposizione i miei studi e la mia esperienza di Coaching, soprattutto nei confronti di imprenditori che stanno vivendo la difficoltà del momento.

Quali sono i consigli pratici per affrontare l’emergenza?

1)    Privilegiamo come fonti di informazione i canali ufficiali

Nei momenti di emergenza, in cui la paura e l’irrazionale inevitabilmente rischiano di prendere il sopravvento, bisogna prendersi cura di sé. Senza esporsi a informazioni inadeguate e non qualificate. E’ facile incorrere in fake news o notizie cariche di vissuti ma non basate su dati oggettivi.

2)    Scegliere 2 momenti al giorno per informarsi e scegliere il canale attraverso il quale si vuole farlo

L’esposizione continua alla enorme quantità di informazioni via web, radio e TV fa rimanere in stato perennemente eccitatorio. Ed il nostro sistema di allerta e paura si allerta. E’ meglio scegliere uno o due momenti al giorno nei quali informarsi. Ed il canale che si ritiene più obiettivo.

3)    Seguire i consigli sulle norme di igiene indicate dal Ministero della Salute

Possiamo dare il nostro contributo per combattere il Coronavirus proteggendoci e proteggendo. Solo insieme si vince!

4)    Non interrompere la propria routine

In questo momento è opportuno non staccarsi da ciò che è certo, noto e prevedibile. Continuare il lavoro e le proprie abitudini laddove possibile, possibilmente da casa. E rispettando sempre le indicazioni di sicurezza vigenti.

5)    Fare attività fisica anche in casa

Scaricare le tensioni attraverso “il fare” consente infatti un migliore riposo notturno.

6)    Riposarsi adeguatamente

Svolgere attività serali rilassanti. Evitare di guardare troppi notiziari o speciali sul Coronavirus prima di addormentarsi. E’ importante per non scivolare nel sonno con emozioni negative e con senso di angoscia.

7)    Parlare e passare del tempo con chi non è in casa con noi

Avere restrizioni di movimento non significa annullare la possibilità di socializzare. Utilizziamo maggiormente videochiamate, skype, whatsapp e insegnamo ai più anziani come fare per non rimanere isolati in questo momento.

8)    Parlare dei problemi con qualcuno di cui ci si fida

Scegliendo le persone con cui avere un confronto empatico e costruttivo.

9)    Fare attività che aiutano a rilassarsi

Yoga, training autogeno, meditazione, lettura, giardinaggio, ecc. Moltissimi video sono gratuiti e disponibili on line su tutto questo ed anche su tecniche di respirazione e rilassamento.

10)  Staccare la spina! 

Ricordati di parlare di altro, di distrarti e di uscire da discorsi angoscianti e catastrofisti. E’ importante per rafforzare le emozioni positive.

Come gestire lo stress ai tempi del Coronavirus | Anita Alberti Coaching

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Cosa non fare e che cosa fare per affrontare situazioni di ansia e di paura?

Come tutto ciò che non conosciamo il nuovo coronavirus COVID-19, crea forte stress. E genera quindi forti stati di ansia e paura.

Sappiamo ancora poco su questo virus. Non c’è ancora un vaccino. Non conosciamo il suo comportamento, né il numero di persone che potrà contagiare. Tutto questo “non sapere” può alterare il senso di controllo a cui normalmente siamo abituati. E creare un senso di minaccia e allerta.

Quando ci troviamo di fronte a un forte stress mettiamo in atto naturalmente delle risposte. Risposte che da un lato hanno un valore adattivo e ci permettono di affrontare la situazione al meglio. Dall’altro possono portare a irritabilità, iperattivazione, aggressività verbale, disturbi del sonno e della concentrazione. Tutti comportamenti normali e legittimi che, però, mantenendosi ed aumentando nel tempo, ci impediscono  di vivere e sentirci al meglio delle nostre possibilità.

Occuparci di noi e di come stiamo non ci impedirà di provare stress. Ma potrà aiutarci a ridurlo, contenerlo e limitarne gli effetti. Permettendoci di affrontare al meglio l’emergenza che stiamo vivendo.

Alcuni semplici consigli per gestire lo stress:

1)    Parliamo di altro: anche se si sente il costante bisogno di condividere informazioni, dati e notizie sul Coronavirus e la situazione attuale, parlarne continuamente aumenta lo stress percepito. Possiamo scegliere di parlarne in momenti prestabiliti durante la giornata. Ma per tutto il resto del tempo concediamoci di parlare di altre cose, portiamo la mente e i pensieri altrove..

2)    Prestiamo attenzione alla comunicazione: rivolgerci agli altri in modo aggressivo e scontroso o al contrario chiudersi e non parlare, sono comportamenti comuni e normali quando siamo stressati. Eppure la comunicazione aggressiva o passiva complica le cose, rende difficili le relazioni e sicuramente aumenta lo stress in noi e negli altri. Ricordiamoci allora di comunicare il meglio che possiamo: in modo tranquillo, chiaro e rispettoso.

3)    Ricarichiamo le batterie. Prendiamoci il tempo per praticare attività piacevoli e nutrienti che possano aiutarci a scaricare lo stress e ricaricare le energie: leggere, stare con la famiglia, fare giardinaggio, meditare. O qualsiasi altra attività che ci faccia staccare la spina..

4)    Sport e contatto con la natura. Stare a contatto con la natura e fare sport, oltre che salutare, è un ottimo modo per ricaricare le energie psicofisiche quando siamo stressati.

5)    Parliamo di come ci sentiamo. Sentirsi stanchi, sopraffatti o spaventati davanti a qualcosa di  nuovo e poco chiaro è assolutamente normale. Parlare con qualcuno a noi vicino di come ci sentiamo può, in questi casi, aiutarci, liberarci da un peso e farci sentire meno soli. Forse potremmo scoprire che anche gli altri hanno emozioni difficili con cui convivono e condividerle potrebbe sollevarci reciprocamente.

6)    Chiedere aiuto. Se con il protrarsi della situazione in atto dovessimo sentire di avere bisogno di un aiuto in più per ridurre lo stress, occorre chiedere aiuto ad esperti.


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    Anita Alberti Life e Sport Coaching Emilia Romagna
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    Il coaching cosa rappresenta, da dove nasce?

    Il termine inglese coach risale al 1400 ed era inteso come mezzo di trasporto, la carrozza trainata da cavalli. Ma le sue origini sono ben più antiche.

    Socrate e Platone sono da considerarsi come i primi coach. Il primo diffuse come insegnamento fondamentale il famoso detto dell’Oracolo di Delfi “Conosci te stesso”: coltivare la propria capacità di orientarsi nel mondo attraverso la consapevolezza di sè e di quanto ci circonda.

    E Socrate poneva solo domande ai suoi interlocutori, non si permetteva di fornire risposte. Lasciando loro la possibilità di trovare la propria verità.

    Platone, nel Teeteto, riporta l’insegnamento del suo maestro. Secondo cui il compito del filosofo non è quello di insegnare ma quello di applicare l’arte della Maieutica, l’arte dell’ostetricia. Cioè partire dalla propria verità che ognuno possiede.

    Al giorno d’oggi siamo emotivamente analfabeti. Non riconosciamo le nostre emozioni, non ci permettiamo di viverle, soprattutto quelle negative. Purtroppo tutto questo crea blocchi e da qui alla malattia il passo è breve.

    Tutto ciò accade non solo in rapporto a sè stessi, ma anche in relazione all’altro. Ci sono tipologie di persone che ciclicamente incontriamo e innescano sempre le stesse reazioni emotive, senza saperne il perchè, senza sapere che sono legate ad emozioni del passato. In realtà non è nel passato che dobbiamo stare ma nell’oggi e nel futuro, vedere oggi come vogliamo essere nel futuro. Proprio per questo è fondamentale prestare attenzione al proprio sentire, al proprio corpo e ai segnali che quest’ultimo ci invia.

    Molte volte, ad esempio, conviviamo con un fastidioso mal di stomaco, prendiamo medicine. Ma poche volte ci soffermiamo a chiederci come mai, cosa non abbiamo digerito, non solo in senso fisico di cibo, ma anche di situazioni, cosa avrei potuto fare diversamente, cosa me lo ha impedito..


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