Non avere il tempo a disposizione o averne troppo

Non avere il tempo a disposizione o averne troppo | Anita Alberti Coaching

Stiamo vivendo un periodo della nostra vita particolare. Una contingenza che passerà sicuramente alla storia. Una delle sfide più grandi e difficili della nostra generazione fatta di nonni vissuti durante la guerra e di genitori cresciuti durante il boom economico. Tutto era possibile e la parola “impossibile” era fuori uso, obsoleta.

Le civiltà del XXI secolo sono state fermate da un virus. Così come le tecnologie più avanzate e le economie più forti e potenti al mondo.

Qualcuno sostiene che siamo in guerra. La più spaventosa delle guerre.

In questi giorni di Coronavirus dilagante, ci ritroviamo di fronte a repentini e profondi cambiamenti della nostra vita quotidiana e della nostra routine consolidata. Ci sentiamo disorientati, facciamo molta resistenza ad accettare le novità. E tutta la nostra vita sembra sbriciolarsi senza le abitudini e le sicurezze di sempre. I nostri punti fermi non ci sono più. La rincorsa continua al tempo per fare e lavorare è un ricordo quasi lontano.

Il tempo, che siamo abituati a gestire e dominare con i nostri improrogabili impegni, non è più a nostra disposizione, o meglio, è tutto a nostra disposizione. Ma non possiamo fare nulla se non tornare alle nostre esigenze primarie: dormire, mangiare e sopravvivere.

Il tempo di solito dedicato agli impegni, alla famiglia, ai figli, al lavoro, allo sport, agli amici è azzerato. Abbiamo a disposizione giornate intere e ci domandiamo cosa farcene.

Le nostre sicurezze sono infrante.


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    Anita Alberti Life e Sport Coaching Emilia Romagna
    Non avere il tempo a disposizione o averne troppo | Anita Alberti Coaching

    Come può essere utile il Coaching?

    Il coaching cosa rappresenta, da dove nasce?

    Il termine inglese coach risale al 1400 ed era inteso come mezzo di trasporto, la carrozza trainata da cavalli. Ma le sue origini sono ben più antiche.

    Socrate e Platone sono da considerarsi come i primi coach. Il primo diffuse come insegnamento fondamentale il famoso detto dell’Oracolo di Delfi “Conosci te stesso”: coltivare la propria capacità di orientarsi nel mondo attraverso la consapevolezza di sè e di quanto ci circonda.

    E Socrate poneva solo domande ai suoi interlocutori, non si permetteva di fornire risposte. Lasciando loro la possibilità di trovare la propria verità.

    Platone, nel Teeteto, riporta l’insegnamento del suo maestro. Secondo cui il compito del filosofo non è quello di insegnare ma quello di applicare l’arte della Maieutica, l’arte dell’ostetricia. Cioè partire dalla propria verità che ognuno possiede.

    Al giorno d’oggi siamo emotivamente analfabeti. Non riconosciamo le nostre emozioni, non ci permettiamo di viverle, soprattutto quelle negative. Purtroppo tutto questo crea blocchi e da qui alla malattia il passo è breve.

    Tutto ciò accade non solo in rapporto a sè stessi, ma anche in relazione all’altro. Ci sono tipologie di persone che ciclicamente incontriamo e innescano sempre le stesse reazioni emotive, senza saperne il perchè, senza sapere che sono legate ad emozioni del passato. In realtà non è nel passato che dobbiamo stare ma nell’oggi e nel futuro, vedere oggi come vogliamo essere nel futuro. Proprio per questo è fondamentale prestare attenzione al proprio sentire, al proprio corpo e ai segnali che quest’ultimo ci invia.

    Molte volte, ad esempio, conviviamo con un fastidioso mal di stomaco, prendiamo medicine. Ma poche volte ci soffermiamo a chiederci come mai, cosa non abbiamo digerito, non solo in senso fisico di cibo, ma anche di situazioni, cosa avrei potuto fare diversamente, cosa me lo ha impedito..


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