Coaching: Paure e come gestirle

Coaching: Paure e come gestirle | Coaching Ferrara Emilia Romagna Anita Alberti

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Marilyn Ferguson disse” La paura è una domanda: di che cos’è che hai paura e perchè? Così come il seme della salute sta nella malattia, perchè la malattia contiene informazioni, le tue paure sono il forziere della conoscenza di te stesso, se sai esplorarla”

Quando lessi questa citazione non molti giorni fa, individuai due parole chiavi interessanti, che mi risuonarono: paura e forziere.

Collegata alla paura nella mia mente stava anche coraggio.

Paura Coraggio Forziere

Quante volte abbiamo provato paura, l’abbiamo sentita , l’abbiamo vista, perchè materializzata in una situazione che dovevamo affrontare. Eppure quello era soltanto un evento a cui noi attribuivamo un significato. Poteva essere il dottore, una iniezione, un esame, un professore. Una qualsiasi cosa che generava in noi uno stato di disagio, un’emozione scomoda.

Quante paure ci sono? Tante tantissime: dalla paura degli insetti, fino ad arrivare alla paura di perdere, di non avere abbastanza, di ascoltarsi, di non sentirsi. Oppure di essere sè stessi, di non sentirsi degni d’amore, di assumersi la responsabilità, di sentirsi esclusi..

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La paura fa parte della nostra vita dalla notte dei tempi. È stata quest’emozione istintiva che ha permesso, e permette tuttora, all’animale-uomo di individuare le situazioni di pericolo per mettersi in salvo.

Di fronte a certi eventi si attiva il nostro cervello più antico, quello rettile, in cui risiede l’istinto di attacco e fuga, proprio per esigenze di sopravvivenza. In tal caso la paura diventa un campanello d’allarme, è una paura positiva, sana, che ci sta avvisando di stare attenti.

Talvolta la paura cambia. Da informazione vitale diventa un sentimento oscuro, strisciante, che attanaglia e non ci fa vivere. Non sembra nascere da minacce concrete, ma noi attribuiamo una valutazione errata a quanto stiamo vivendo. Ciò dovuto anche ad un elevato grado di stress.

Nella nostra società non è ammesso provare paura , non è bene mostrare la parte più debole di sè.

In realtà chi è veramente forte conosce le proprie paure, le ammette senza vergogna. E qui mi collego al coraggio. Sì, proprio al coraggio!

Ce ne vuole tanto per riconoscere i propri lati oscuri, accettarli, ammetterli ed affrontarli. Secondo me chi ha coraggio, ha paura e viceversa.

La differenza sta nel come si utilizza questa immensa mole di energia che viene messa in azione. Ci facciamo frenare, le diamo la possibilità di limitarci la vita? Oppure la utilizziamo coraggiosamente e consapevolmente per uscire, anche se di poco, dalla nostra zona di comfort?

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La utilizziamo come legna da ardere per conoscerci meglio? Oppure vediamo solo la catasta, magari un po’ingombrante, che non sappiamo come utilizzare?

La famosa massima grecoantica “Conosci te stesso” si riferiva anche e soprattutto alle paure. Impara a conoscerti non solo nei momenti piacevoli, gioiosi, ma anche nelle situazioni scomode. Cosa ti intimorisce, perchè, da dove nasce questa emozione?

La paura è un forziere. E come tale contiene oggetti preziosi che possono cambiare la nostra vita se ben spesi. Contiene informazioni importanti su noi stessi, sui nostri limiti.

Il punto sta se vogliamo vedere cosa la genera. E se, magari, siamo disposti a pagare l’obolo di un po’ di sofferenza per giungere ad una maggiore crescita personale. E, perchè no, a diventare anche più empatici. Siamo onesti, a nessuno piace andare a toccare certi tasti, riaprire certe ferite non rimarginate del tutto!

C’è, comunque, un aspetto positivo in tutto questo: il conoscersi sempre di più ha come conseguenza il vedere il mondo con occhi diversi.

Proust diceva:” Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori , ma nel possedere altri occhi. Vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia di altri, di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è”

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