Coaching: Quanto vali?

Coaching: Quanto vali? | Coaching Ferrara Emilia Romagna Anita Alberti

Coaching: Quanto vali? | Coaching Ferrara Emilia Romagna Anita Alberti

Quante volte ci siamo detti “Ah se avessi più soldi, se guadagnassi di più, farei, andrei….!”

Quante volte ci siamo veramente fermati a riflettere sulla reale motivazione del voler avere una entrata maggiore, qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere?

Se quella cifra l’avessimo già, cosa faremmo? Come ci sentiremmo?

Abbiamo mai pensato che per guadagnare cifre, che non sono mai state guadagnate, dobbiamo diventare la persona che non si è mai stata, cioè fare azioni diverse, pensare in modo diverso?

Il denaro, è indubbio, garantisce sicurezza presente e futura non solo per sè, ma anche ai nostri cari, ci allontana dall’incertezza del futuro; inoltre permette di delegare ad altri alcune mansioni, consentendoci di dedicarci ad altre attività, alle nostre passioni.

In aggiunta, ma non ultimo, è strettamente legato al valore che diamo a noi stessi-

Quanto valgo io, che valore mi do?

Tanto, poco? Quanto?

Ecco che ci si addentra, attraverso un bene così materiale, di per sè neutro, in un campo prettamente psicologico e valoriale: ” Io valgo! Ho un valore e tale valore è giusto che venga riconosciuto!”

Coaching: Quanto vali? | Coaching Ferrara Emilia Romagna Anita Alberti

Ricchezza e denaro sono veramente connessi e derivano da programmi inconsci che sono stati instillati in noi quando eravamo piccoli, in una fase di sviluppo in cui era fondamentale ricevere il riconoscimento di mamma e papà, in primis, ma anche dalla nostra psicologia.

E’pur vero che ci sono tanti modi di considerarsi ricchi, ma in questo caso si intende la libertà finanziaria.

Il denaro, il valore che ci si riconosce sono legati anche all’ambito delle   emozioni, delle credenze e delle convinzioni limitanti   che  abbiamo su noi stessi, ad esempio: “visto che tutti mi dicono che sono x, allora sono x”, “non guadagnerò mai y!”

Quali sono, quindi, i nostri blocchi mentali ed emozionali in relazione al denaro?

Come ci sentiamo, cosa proviamo immaginandoci di guadagnare una ingente quantità di denaro ?

Ci sentiamo bene o a disagio?

Come mai eventualmente ci sentiamo a disagio?

Dal momento che è stato dimostrato che tutto ha una vibrazione, allora anche il denaro ne ha una, così dobbiamo allineare la nostra frequenza alla sua, cioè iniziare a cambiare le nostre considerazioni e opinioni in relazione ad esso, che è neutro, ma diventa uno strumento negativo o positivo a seconda dell’utilizzo che se ne fa.

Il guadagnare di più è legato alla libertà finanziaria, che si può ottenere anche partendo da zero e personaggi come Steve Jobs ce lo dimostrano.

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La libertà è inebriante ma al contempo richiede grandi responsabilità, è necessario aumentare il proprio bagaglio di conoscenze personali, imparando la gestione del denaro, sapere come e cosa fare, avere una grande motivazione interiore per fare sistematicamente  e con costanza quanto deve essere fatto.

Tutto ciò non vuol intendere un lavoro massacrante ma concentrarsi meglio, focalizzare l’attenzione su certi obiettivi, tralasciandone altri, proprio come insegna il principio di Pareto o legge del 80/20

Vilfredo Damaso Pareto era un economista italiano vissuto a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, il suo principio afferma che gran parte dei nostri risultati(80%)ottenuti deriva da una minima parte dei nostri sforzi(20%).

Secondo tale legge, quindi, l’80%della ricchezza mondiale è detenuta dal 20%della popolazione, l’80%dei guadagni di una azienda deriva dal 20%delle vendite.

E’quindi vero che se si cambia approccio mentale verso il denaro , si possono trovare nuove strategie che ci consentono di arrivare all’obiettivo che ci si è prefissati.

Dove sta il segreto?

Il segreto, come accennato, sta nel concentrarsi sull’essenziale, individuando il traguardo da raggiungere, mettendo da parte tutto ciò che non produce risultati ad esso collegati.

Non si intende un lavorare di più, ma un lavorare meglio, non è un uscire del tutto dalla zona di comfort, bensì farlo un poco per volta per fare la differenza.

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